venerdì 29 aprile 2011

ANARCHICINI: GUSTAV LANDAUER ( 1870-1919) ; MARGARETHE FAAS HARDEGGER (1881-1963) ; HEDWIG LACHMANN (1865-1918); ERNST TOLLER (1893-1939); SARA SONJA RABINOWITZ LERCH (1882- 1918) ; GERMAINE KRULL (1897-1985)

 GUSTAV LANDAUER ( 1870-1919) . Era cresciuto in una famiglia di ebrei-tedeschi bene inserita nel contesto sociale. Partito da interessi culturali e letterari iniziò  a frequentare gli ambienti socialisti ed anarchici, dove   ottenne presto  una considerevole notorietà. Già nel 1898  il suo carisma  aveva  suscitato un notevole interesse anche al di fuori della Germania, come si desume da quanto si scriveva su di lui  la francese  Revue blanche  vol. XVII, ottobre  1898.   ( cfr.  brano)
 Brano da commentare: “ Il cavaliere teutonico dell’anarchia, un giovane, tra le barbe bianche dell’agitazione proletaria , che genera tanti incubi a Guglielmo. Egli apporta entusiasmo nella tenace lotta delle idee, in cui Liebknecht procede ormai a tastoni, limitandosi a dare consigli. Ha avuto il coraggio di ribellarsi al servilismo dei partiti operai di Germania, che lo stato maggiore marxista, guidato dal vecchio dirigente, irregimenta e domina a suo piacimento […] Le sembianze del Cristo, rischiarate dal fulgore degli occhi azzurro limpido. La barba nera, rada, a ferro di cavallo; la capigliatura scarmigliata che fluttua come un’onda, assecondando i movimenti della testa. E’ alto, diafano, muscoloso, esuberante; nutre la passione per le proprie idee e il culto dell’ umano dolore e sarà martire, se l’olocausto gli sarà necessario, di una causa cui ha già offerto la vita”  ( Achille  Steens, “ Des revolutionnaires” , in “La revue blanchevol. XVII ottobre  1898 ) 
Bibliografia : in  Gianfranco Ragona, L’anarchismo in Germania: Il pensiero politico di Gustave Landauer , Collegamenti Wobbly.  Per una teoria critica libertaria , 5 gennaio-giugno 2004 , p. 103

  GUSTAVE LANDAUER
 
 

Nel 1908 Gustave Landauer fondò il “Sozialisticher Bund”  ( Alleanza o Lega Socialista), privo di un  Comitato centrale e ispiraton a principi antiautoritari e antiburocratici, che si prefiggeva lo scopo di mettere in relazione tra loro gruppi anarchici liberi e indipendenti,  sparsi in Germania e in Svizzera, e in una prospettiva futura in tutto il mondo (primo brano) che miravano a costruire comunità agrarie e adottare uno stile di vita anarchico. (cfr. secondo brano)

Brani da commentare: “ 1) Brano da commentare: “ …Non è mai esistita un’umanità intesa quale complesso di rapporti, una società mondiale che supera  i confini dei popoli stretta da legami esterni e sospinta alla coesione da un moto e da una pressione interiori. […] Tutto ciò non può trovare la sua realizzazione nei legami esteriori, negli accordi, ovvero in una struttura statale, per tacere dell’agghiacciante trovata dello Stato mondiale. Si può realizzare solo attraverso il più individuale degli individualismi e attraverso la rinascita delle piccole comunità corporative, prima fra tutte il comune. […] Dobbiamo fondare l’ umanità, e possiamo trovarla solo nell’essere umano, la possiamo far nascere solo dalla libera unione degli individui e  dalla comunità dei singoli, liberi e spinti l’ uno verso l’altro da un naturale bisogno. Solo allora noi socialisti potremo respirare e accettare l’inevitabile onere del nostro dovere come parte integrante della nostra esistenza, noi che  sentiamo e nutriamo la certezza che la nostra idea non è una semplice opinione alla quale aderiamo, bensì  una potente stretta che ci pone di fronte alla scelta: o vivere in anticipo il vero declino dell’umanità, cominciando ad assistere alla sua autoconsunzione o intraprendere il primo passo della rinascita.” ( Gustav Landauer, Appello verso il socialismo 1911); 2) L’ Alleanza socialista   aspira al diritto e perciò al potere di abolire la proprietà del suolo, per mezzo di misure radicali nel momento della transizione, dando così a tutti, attraverso l’unione di industria e agricoltura, la possibilità di vivere in comunità indipendenti sul piano economico e del commercio, sul terreno della giustizia, nella cultura e nella gioia (art.12) ( G. Landauer, Die zwolf Artikel des Sozialistischen Bundes, Der  Sozialist, n.s. IV n. 1 1912) 

Bibliografia: Primo brano in  Gustave Landauer,  La comunità anarchica. Scritti politici a cura di Gianfranco Ragonà, Eléuthera, 2012, p. 128 e pp 130-131 e  secondo brano in Gianfranco Ragona, Gustav Landauer anarchico ebreo tedesco, Editori Riuniti University Express, 2010 p. 326 

 
 
 
MARK NARDA E GUSTAVE LANDAUER

 

 Validissima collaboratrice fu MARGARETHE FAAS HARDEGGER ( Mark Narda) ( cfr. post infra VIOENZA SULLE DONNE), che tra l’altro divenne anche redattrice, con il nome di Mark Harda,  dell’edizione svizzera del Sozialist, organo di stampa dell’Alleanza Socialista. Tra Gustav Landauer e Margarethe Hardegger vi fu anche una temporanea relazione amorosa. Non ne so molto, cito, comunque una lettera di Gustav a Margrit, che ho trovato su Google ( cfr. brano da commentare)

Brief Nr. 9

Donnerstag, gegen Mitternacht

Du liebe Margret! ich kann so gut arbeiten; ich habe das zweite Stück des Vortrags eben in diesen Abendstunden geschrieben, und ich danke es Dir. Ich glaube, es wird gut; aber ich sehe, es wird lang; unter zwei Stunden thu ich's, scheints, auch nicht für die Lesenden. Bald schreib' ich's Dir ab.
Aber ich habe noch immer keinen Brief von Dir, und ich lebe in grosser Sehnsucht. Du! ich schreibe das so gesetzt, so verhalten. Weisst Du denn aber, wie ich mich beherrschen kann? Wie mir's das Leben beigebracht hat? Weisst Du, wie es eigentlich hinter meiner Ruhe kocht und stürmt? und wie ich es eigentlich, in meinem wahren Wesen, gar nicht aushalte, so von Dir getrannt zu sein? Weisst Du, dass das alles gar nicht so recht ich bin, der da so fortlebt und der da arbeitet? Er schreibt, und ich bin bei Dir. Wie wahr und gut hast du das jüngst gesagt, wie es in der Seele weiterarbeitet, wenn auch der Leib andern Dingen nachgeht. Nur dies Arbeiten in den Nachtstunden ist was Rechtes: ich bin bei dir und schreibe mit dir. Und dann der Schlaf, wo mir ein Traumleben aufgeht, die nicht seit langem. Ich bin da jetzt immer bei dir, fleischlich in absonderlichen Gestalten, wie sich's für den Traum gehört. […] Und dann wache ich immer einen Augenblick auf und fühle zu dir hin. Margrit, ich will morgen einen Brief von dir finden.

Freitag. Aber ich habe ihn nicht gefunden ..." ( Lettera n. 9 di Gustave Landauer a Margareth Faas Hardegger)  (Regula Bochsler, Mail vom 16. Februar 2000)

Bibliografia:  Gustav Landauer  und  Margarethe Faas Hardegger in  http://www.dehmlow.de/index.php/de/observations/52-gustav-landauer-und-margarethe-faas-hardegger..Traduzione per chi come me non sa bene il Tedesco e si accontenta del senso complessivo :Giovedì verso mezzanotte : Cara  Margrit! Posso lavorare  bene. Ho appena scritto in queste ore serali la seconda parte della conferenza.  e ti ringrazio, penso che andrà bene: ma vedo che sarà  lunga.  La faccio in circa di due ore, a quanto pare, anche per i lettori. La copierò presto per te . Ma non ho ancora ricevuto una tua lettera  e ne ho un grande  “desiderio”. “ Tu!  Scrivo così attentamente, così cautamente. Ma sai come  riesco a controllarmi? Come  mi ha insegnato la vita? Sai  cosa bolle e tempesta dietro la mia calma ?  e come , in realtà, io nel mio vero essere, non sopporto di essere  separato da te ? Sai che quello che  vive e che   lavora non sono veramente io? Lui scrive e io sono con te. Come hai detto  giustamente  bene di recente,  l’anima continua a funzionare  anche se il corpo persegue altre cose. Solo il lavoro nelle ore notturne è giusto: io sono con te  e scrivo con te. E poi il sonno, dove, non da molto tempo, vivo una vita da sogno. Io sono ora sempre qui con te adesso,   in strane forme, come si addice al sogno. […] E poi  sempre mi sveglio  per un istante e  sento  qualcosa nei tuoi confronti. Margrit voglio trovare una tua lettera domani .  Venerdì: Ma non l’ho trovata

 

La relazione finì , da quanto ho capito, sia per lo stretto legame esistente tra Landauer e sua moglie, Edwig Lachman e sia per le divergenze esistenti tra la Hardegger, propagandista del libero amore e Landauer, sostenitore, invece, dell’importanza del matrimonio e della famiglia nella società futura. (brano da commentare)

Brano da commentare: “ Lo spirito ha bisogno di libertà e porta la libertà in sé: dove lo spirito crea unioni come la famiglia, la ccoperativa, il gruppo professionale, la comunità e il popolo, là si genera l’umanità, il frutto della libertà e del legame tra individui colmi dello spirito. Essi, dominati e sospinti dal loro , hanno stabilito la forma principale di tutti legami sociali: il matrimonio. Il matrimonio fu: esso è (ma non abbastanza) ed esso sarà” ( G. Landauer, Von  der Ehe, Der Sozialist, n. s. II, 1 ottobre 1910)

Bibliografia : Bibliografia: in Gianfranco Ragona, Gustav Landauer anarchico ebreo tedesco, Editori Riuniti University Express, 2010 p. 363. 

 

 
Bisogna comunque dire che Margaret Faas Hardegger, nonostante la rottura del loro rapporto affettivo e il suo licenziamento dal Sozialist, a causa del suo coinvolgimento con il processo Frick ( cfr. infra  post La violenza sulle donne….) mantenne , anche successivamente, la sua ammirazione per il pensiero anarco-socialista di Landauer. Nel 1919, infatti, Margarethe Faas Hardegger, insieme ad altri compagni, fondò la comune agraria ,  in Svizzera, di  “ Villa  Graziella” , ribattezzata “ “Casa Colonia del Socialisticher Bund”, dove sul muro esterno compariva la frase di Landauer “ Il socialismo è la tensione della volontà di persone unite nel volere realizzare un mondo nuovo “.

GUSTAV LANDAUER E MARTIN BUBER
 

 Sulla base di una profonda amicizia con MARTIN BUBERLandauer cercò di dare vita a una “ebraicità” non gerarchica e non istituzionale,  intesa essenzialmente come alternativo e libertario “modo di vita” . (brani da commentare)

Brani da commentare: 1) “ Prima di tutto devo dire, senza riserve, di che tipo di ebraismo intendo parlare. Non ho intenzione di enumerare gli ebrei che hanno avuto un ruolo nel socialismo, né voglio discutere il rapporto tra mosaismo e socialismo. Piuttosto voglio parlarvi di un ebraismo vivo e di un socialismo vivo. […] Il socialismo è, innanzitutto, il riepilogo di una grande volontà ed è certo che la comunità nazionale darà le basi per la formazione di una nuova società. […] Come fare però adesso per la realizzazione? Il socialismo vuole farsi, sì, vuole incominciare.  E qui io ritengo che sia assolutamente vero che l’ebreo provi una certa ritrosia di fronte alla realizzazione. Eppure, mi pare che si tratti qui solo di una trasformazione dello spirito ebraico, di un rinnovamento, che si compie sotto l’influsso del socialismo e delle nazionalità straniere. Se per altri il socialismo è una prassi del partito e della politica, per noi è un’unione di prassi e di spirito. […] Dobbiamo insistere per la realizzazione, la realizzazione che proviene dallo spirito della totalità e dell’unità. Ora molti diranno” Dunque realizziamola tra noi ebrei!”  . Ma non ci sarà nessun popolo, neanche un popolo ebraico, fino a quando non ci saranno le fondamenta di ogni popolo, la comunità economica libera basata sulla giustizia. […] Oggi, però, noi portiamo l’ingiustizia da una terra all’altra. Ma la giustizia vuole, innanzitutto, prendere forma e questa forma si adatterà alle particolarità nazionali. …” (  Ebraismo e  Socialismo”. conferenza tenuta da Gustave Landauer il 7 febbraio 1912 nel “Zionister Verein West-Berlin” ); 2) “ Ciò che qui viene descritto è una nuova creazione, qualcosa di simile a una nazione in divenire che, come una nuova comunità per la costruzione delle basi iniziali di una società  giusta e libera  che scatena forze creatrici, si lancia in modo indignato contro tutti i vecchi stati nazionali, gli stati dinastici, gli stati dell’ingiustizia e della violenza….” (  Sono questi pensieri eretici?” un contributo di Gustave Landauer pubblicato all’interno di uno scritto commemorativo in occasione  del ventesimo anniversario del Bar Kokba, circolo sionista di Praga.)

Bibliografia : Primo e secondo brano in Gustave Landauer, Esilio e Anarchia. Scritti ebraici, a cura di Libera Pisano, Castelvecchi, 2019 pp. 36-37-39-40 e p. 71

Bisogna infine notare che Landauer, il quale non rinnegò mai il suo stretto legame anche con la cultura tedesca,  non fu dal canto suo mai un sionista, anche se, come abbiamo appena visto, non disdegnava di dialogare con i circoli sionisti, almeno quelli tendenzialmente più libertari. (cfr. brani da commentare)

Brani da commentare:  1) “… Ebreo tedesco o ebreo russo: considero queste espressioni improprie, allo stesso modo di tedesco ebreo o russo-ebreo.  Non conosco qui nessun rapporto di dipendenza né di aggettivazione accetto il destino e io sono ciò che essi sono, il mio essere tedesco e il mio essere ebreo non si fanno del male a vicenda,  ma si fanno parecchio del bene. Come due fratelli, il primogenito e quello più piccolo, sono amati da una madre non nello stesso modo, ma nella stessa misura, e come entrambi questi fratelli vivono armoniosamente l’uno con l’ altro  quando si toccano e anche quando ognuno va per la sua strada, così vivo io questo strano e intimo accostamento come una cosa preziosa e non riconosco in questo rapporto nulla di primario o di secondario. Non ho mai avuto il bisogno di semplificarmi o di unificarmi attraverso un rinnegamento di me stesso; io accetto la complessità che sono e spero di essere ancora più diversificato di quanto io sappia […] Altri hanno un’origine diversa e avranno altro da descrivere. Possono farlo con la stessa lealtà di ciò che è stato fatto qui….” ( Sono questi pensieri eretici? ….) 2)Gustav Landauer considerava l’identità nazionale una parte essenziale dell’esistenza dell’individuo, che, tuttavia, avendo una impronta culturale diversificata, è libero di muoversi tra affiliazioni molteplici. In una lettera indirizzata allo storico Max Max Nettlau, Landauer si definisce, coerentemente a tale formulazione, “prima animale, poi uomo, poi ebreo, poi tedesco, poi ancora tedesco del sud e infine questo specifico io” […] Agli occhi di Landauer, lo storico sradicamento degli ebrei li rendeva diversi da tutte le altre nazioni, in quanto ne aveva impedito la sottomissione al culto dello Stato; di qui la loro missione storica che li chiamava a farsi forza trainante della costruzione di società socialiste totalmente prive della dimensione statuale. E’ proprio in questa convinzione che vanno ricercate le ragioni dell’ostilità dimostrata da  Landauer nei confronti del movimento sionista, a suo avviso colpevole di preoccuparsi più della fondazione di uno Stato ebraico che di dedicarsi al compito di “porsi al servizio dell’ umanità intera, compito affidato agli ebrei fin dal tempo della Diaspora”. (Mina Graur, Anarchismo e sionismo…. )

Bibliografia: Primo brano in  Gustav Landauer,  Esilio e Anarchia. Scritti ebraici a cura di Libera Pisano, Castelvecchi editore 2019, pp. 73.74. Cfr. anche Siegbert Wolf,  Il vero luogo è la comunità: Landauer e Buber in L’anarchico e l’ebreo. Storia di un incontro a cura di Amedeo Bertolo, elèuthera, 2001, pp. 77-96. Secondo brano Mina Graur, Anarchismo e sionismo: il dibattito sul nazionalismo ebraico in L’anarchico e l’ebreo. Storia di un incontro a cura di Amedeo Bertolo, elèuthera, 2001, pp. 136 e 137

  Tramite la mediazione di Martin Buber  notevole  fu anche l’influenza  del pensiero di Landauer sui primi kibbutz in Palestina.  (brano da commentare)

Brano da commentare: “ Noi pochi, noi precursori – giacchè la fierezza è necessaria – non possiamo e non vogliamo più aspettare. Cominciamo! Creiamo la nostra vita comunitaria, sviluppiamo dovunque centri di vita nuova, allontaniamoci dall’indicibile meschinità delle comunità contemporanee […] Impariamo a lavorare, a lavorare fisicamente, a essere produttivi. E instilliamo nei fanciulli il pregiato fiore del nostro spirito. Se la nuova generazione vuole vivere insieme, dovrà dimostrare che le parole sono davvero esigenze dell’anima. Dalla separazione alla comunità significa : impegnamoci totalmente per vivere come  totalità. Via dal terreno della perfida comunitàautoritaria . Dal profondo della comunità universale, che noi stessi siamo, vogliamo fondare comunità umane, di cui noi col mondo intero siamo responsabili. Questo appello è rivolto a tutti colore che possono comprenderlo”. ( Gustave Landauer, Attraverso la separazione verso la comunità (1900) 

Bibliografia: in Gianfranco Ragona, Gustav Landauer anarchico ebreo tedesco, Editori Riuniti University Express, 2010 p. 193  cfr. anche     Martin Buber, Sentieri in utopia, Edizioni di Comunità, 1950 pp.59-71                                                    

                                                           

   Durante la I guerra mondiale, cercò in tutti i modi, insieme alla moglie EDWIG LACHMAN, di contrastare l'antimilitarismo e il nazionalismo dilaganti. Importante fu , per esempio,  il suo discorso sul rapporto esistente tra guerra e movimento operaio, nel settembre del  1911, in occasione della seconda crisi marocchina, che sembrava,  seguendo la volontà del  kaiser Guglielmo II , poter condurre la Germania ad una guerra contro la Francia, tenuto a Berlino, di fronte a settecento persone.  Questo discorso, , trasformato in dialogo, da cui estraggo un breve brano, fu poi pubblicato nello stesso anno e immediatamente sequestrato. (cfr. brano da commentare)
Brano da commentare:  1)“  Che cos’è la guerra ?  Risposta : La guerra è l’azione di uno  Stato contro un altro. Ma ogni azione di questo tipo fallisce sia in riferimento al fine per il quale è stata iniziata, sia in riferimento ai mezzi con i quali è stata condotta.  Mi stai dunque domandando del fine della guerra o dei mezzi con cui viene condotta?   2) Hai ragione, una cosa per volta. Che cos’è allora il fine della guerra? Risposta : Il fine della guerra è il saccheggio, la conquista, l’allargamento del dominio degli Stati, la restrizione dell’influenza degli altri Stati e la sicurezza dei mercati a vantaggio dell’industria e del commercio.3) Esiste un interesse dei lavoratori per questi fini?  Risposta:  No, perché il saccheggio è affare dello sfruttatore, che non intende lavorare. Per quanto riguarda poi la conquista, il lavoratore può solo augurare ai suoi compagni di qualunque altro Stato di non subire la forma di governo di cui ha fatto esperienza sulla sua pelle. Con la lotta fra gli stati , finalizzata all’ esercizio del potere sui subalterni, i lavoratori non possono avere niente a che fare, in quanto essi stessi sono subalterni e soggiogati e per quel che concerne l’ampliamento dei territori di smercio per l’industria e il commercio, l’infinita disgrazia dei popoli, la miseria dei poveri e l’incertezza di ogni economia sorgono proprio quando si produce solo per la borsa del commerciante, del fabbricante e  del banchiere, invece che per i bisogni degli abitanti di ogni paese, di ogni provincia, di ogni comune. La guerra  è interesse degli esportatori mentre il lavoro e la pace vanno di pari passo.  4 Quali sono gli strumenti della guerra ?  Risposta:  Prima mi hai chiesto a cosa serve la guerra, ora vuoi sapere che cosa sia veramente.  Non voglio parlare delle sue ripugnanti conseguenze – niente affatto casuali, anzi vecchie come la guerra stessa – e neppure di come vengano sovraeccitati gli istinti più crudeli o la ferocia più perversa che si manifesta nelle stragi di donne, vecchi e bambini. Tengo a freno il mio cuore e propongo, freddamente, una definizione, con tutta la calma di cui sono capace : si chiama guerra quella situazione, in cui, dopo una preparazione di lunghi decenni, parecchi centinaia di migliaia di uomini si affrontano per sterminarsi con l’impiego dei più sofisticati strumenti. 5) I lavoratori di un paese possono in qualche modo desiderare la guerra? Risposta : In nessun caso: un lavoratore non può volere una guerra: se pure la sua coscienza ammettesse l’omicidio, la riflessione gli vieterebbe di suicidarsi. […] 9) Cosa devono fare i lavoratori o gli occupati, se vogliono impedire la guerra? Risposta : Ecco , finalmente arriviamo al punto! Vedrai come suonerà strana la mia risposta: se vogliamo impedire ogni guerra, tutti noi, cioè la popolazione attiva, dobbiamo cessare ogni attività  .  ….. “ ( Gustave Landauer, L’abolizione della guerra e l’autodeterminazione del popolo. Domande ai lavoratori tedeschi, 1911 )

Bibliografia: Gustave Landauer, L’abolizione della guerra e l’autodeterminazione del popolo. Domande ai lavoratori tedeschi, 1911 in Gustave Landauer,  La comunità anarchica. Scritti politici a cura di Gianfranco Ragonà, Eléuthera, 2012, pp. 134-135 e p. 136
                                                                                    
    
 Dal 7 al 13 aprile del 1919 Landauer fu commissario (funzione più o meno equiparata a quella di ministro della Cultura e dell’Istruzione) nella Repubblica dei Consigli di Baviera.

Brani da commentare: 1) “ La Repubblica dei Consigli di Baviera mi ha fatto l’enorme piacere di trasformare l’odierna data del mio compleanno in festa nazionale. Sono ora Commissario del popolo per l’istruzione, la cultura, la scienza, l’arte e altro ancora. Se mi saranno lasciate un paio di settimane di tempo, spero di fare qualcosa. Verosimilmente, è tuttavia possibile, che avremo solo un paio di giorni e allora sarà stato solo un sogno. “ ( Lettera di Landauer a Mauthner, 7 aprile 1919) ; 2) “ In primo luogo ( Gustave Landauer) promosse la trasformazione della pubblica istruzione partendo da una revisione dei gradi della scuola primaria:  tra i sette e i tredici anni prevedeva un primo livello di socializzazione, con al centro l’arte e lo sport e l’eliminazione dei banchi, simbolo di una scuola di cui gli scolari erano parte meramente passiva, la scuola privata non era abolita “ se offre lo stesso minimo  fondamentale della scuola di Stato”. Il secondo livello d’istruzione, tra i tredici e i quindici anni, comportava una possibilità di scelta: un’attività pratica con corsi di perfezionamento professionale; un collegio, che ai classici insegnamenti univa una disciplina manuale; la scuola media.  L’amministrazione e la decisione dei contenuti curriculari era demandata ai costituendi consigli dei genitori e degli insegnanti, la cui collaborazione giudicava di grande importanza. Per quanto riguardava l’Università, uno dei primi atti del ministero fu la sospensione delle lezioni, con decreto del 9 aprile, e la nomina di un “Consiglio rivoluzionario dell’Università” con tre obiettivi principali:  primo, creare le condizioni per facilitare l’accesso di tutti gli strati della popolazione ai gradi più elevati dell’istruzione; secondo, con un’attenzione specifica ai programmi, integrare le discipline scientifiche e quelle filosofiche e superare la facoltà di teologia e di diritto; infine , costituire un governo degli Atenei, che si configurasse quale comunità – il termine corporazione, benché non impiegato, sarebbe stato più consono alle sue concezioni- di studenti e docenti , che dovevano partecipare insieme all’amministrazione. Landauer si impegnò, inoltre sul tema della separazione tra Stato e Chiesa, un problema particolarmente spinoso  in una regione fortemente cattolica.  Le  due istituzioni , a suo avviso, non dovevano essere semplicemente soppresse, ma sostituite. Permaneva il riconoscimento della loro legittimità , giacché esse non erano solo frutto della violenza e dell’arbitrio, ma trovavano nella tradizione e nei bisogni spirituali delle masse la loro ragione di essere. Escludeva l’espropriazione dei beni della Chiesa, pur chiarendo che “ in linea di principio [esse] diventano proprietà della comunità politica” intendeva mantenere in vita le istituzioni caritative, ammettendo anche il libero svolgimento delle processioni, accomunandole a “qualsiasi manifestazione popolare.”  Inoltre, con attenzione all’ arte, che aveva sempre costituito uno dei suoi interessi principali, proponeva un impegno diretto dello Stato nell’edificazione di monumenti e simboli che rappresentassero la nascita della nuova epoca. Avanzava l’esigenza di aprire nuovi musei per l’arte figurativa e plastica, non trascurando le rappresentazioni teatrali non solo l’accesso alle messe in scena del teatro nazionale sarebbe stato gratuito, ma prevedeva anche un controllo di Stato sui programmi, da esercitarsi attraverso un’ Accademia apposita. I sette giorni in cui fu ministro non furono sufficienti a Landauer per realizzare alcunché e neppure per specificare più chiaramente le sue idee di riforma. “   (Gianfranco Ragona, Gustav Landauer anarchico ebreo tedesco (1870-1919) (2010)

Bibliografia: Gianfranco Ragona, Gustav Landauer anarchico ebreo tedesco (1870-1919), Editori Riuniti, 2010 p. 424 e pp. 425-426

   Gustav Landauer fu assassinato durante la feroce repressione di questo importante esperimento rivoluzionario. Nel  libro  “Una giovinezza in Germania “  di ENRST TOLLER  si trova un drammatico resoconto  della morte di Landauer. (cfr. brano)
Brano da commentare: “  Al grido di “ Ecco Landauer!  Ecco Landauer!  “ una  masnada di soldati della Baviera e  del Württemberg trascina Gustav Landauer verso la caserma. Nel corridoio verso la stanza di guardia un ufficiale  colpisce il prigioniero al viso . I soldati gridano “- Sobillatore! Fatelo fuori! Ammazzatelo! -  Coi calci dei fucili Landauer  viene spinto verso il cortile. -Io non ho sobillato nessuno, - dice ai soldati- siete voi ad essere sobillati, e neppure lo sapete -  Nel cortile il gruppo s’imbatte nel maggiore barone Von  Gagern che picchia Landauer con una mazza a martello. Sotto i colpi del maggiore, Landauer crolla al suolo ; si rialza  tuttavia e tenta di parlare, ma il vicemaresciallo gli spara addosso, un colpo lo raggiunge alla testa. Landauer continua a respirare. – Brutta carogna, dice il vicemaresciallo – ha due vite, questo qui, che non si decide a morire?  - Tiriamogli via il pastrano – grida un sergente del reggimento della guardia : gli tolgono il pastrano.  Poiché vive ancora , lo coricano sul ventre.- “Indietro , ragazzi, - grida il maresciallo – gliene ficchiamo dentro ancora una - ; e gli spara alla schiena. Landauer ha ancora qualche sussulto . Il vice maresciallo lo calpesta con i piedi finché non è ben morto; poi gli tolgono di dosso tutto quel che ha, e la salma viene gettata nella lavanderia. “ ( Ernst Toller,  Una giovinezza in Germania (1933) 
 La sua opera più famosa è “ La rivoluzione”. (cfr. brano)
    Brano da commentare: “ La rivoluzione si riferisce alla conoscenza umana nella sua totalità . Non quindi semplicemente alla stato, ai ceti, alle istituzioni religiose, alla vita economica,  alle correnti ed entità spirituali, all’arte, alla cultura e all’istruzione, ma a una mescolanza di tutte queste forme fenomeniche di convivenza prese insieme, che in un determinato periodo si trova relativamente in stabilità autoritaria.  Questa mescolanza generale e comprensiva della convivenza in condizioni di stabilità relativa la chiamiamo “topia”. […]  La  relativa stabilità della topia si muta gradualmente fin a raggiungere il punto di equilibrio instabile. Queste mutazioni nella sicurezza della stabilità della topia vengono prodotte dall’utopia. […] Per Utopia noi intendiamo  una mescolanza di  aspirazioni individuali e di tendenze della volontà che sono  sempre singole ed eterogenee, che in un momento di crisi nella forma dell’esaltazione ispirata, si uniscono ed organizzano in una totalità  e forma di convivenza, nella tendenza, cioè,  a dare forma ad una topia che funzioni senza intoppi, che non racchiuda più in sé niente di dannoso e ingiusto […]  L’utopia è quindi la totalità delle aspirazioni distillata nella sua purezza, aspirazioni, che in nessun caso portano al loro fine, ma sempre a una nuova topia. [..] Chiamiamo rivoluzione quell’intervallo di tempo in cui la vecchia topia non è più e la nuova non è ancora consolidata. ”. (da  Gustav Landauer, La  rivoluzione ,1907)
Bibliografia: Gustav Landauer,  La rivoluzione Carucci editore, 1970, pp.24-25
                                                              



HEDWIG LACHMANN (1865-1918) , poetessa,  scrittrice e traduttrice tedesca, delle opere, tra l’altro, di  Oscar Wilde e di Wat Whitman..  Superato l’esame d’insegnante di lingue visse per due anni come istitutrice in Inghilterra e in Ungheria. Tornata in Germania iniziò a frequentare circoli di poesia e di letteratura. Nel 1889  conobbe  Gustave Landauer. Nell’ attesa del divorzio di Landauer dalla prima moglie passarono un anno in Inghilterra, dove vennero a contatto  con Kropotkin. Nel 1903 si  sposarono ed ebbero due figlie : Gudula e Brigitte. Durante la prima guerra mondiale   Edwig Lachmann  si oppose energicamente , insieme  a  Milly Witcop ( cfr. post su RUDOLF ROCKER) alla diffusione della propaganda bellica  imperiale impregnata di:   militarismo, nazionalismo, antisemitismo e maschilismo. Importanti le sue poesie, tra cui Mit den Besikegten   ( cfr. brano). 
Poesia da commentare: “   Preist Ihr den Heldenlauf der Siegerschmückt / Sie mit dem Ruhmeskranz, Euch dran zu weiden / Ich , will indessen, in den Staub  gebücht,/ Erniedrigung mit den Besiegten leiden / Geringstes Volk!  verpönt, geschmäht,  verheert / Und bis zur Knechtschaft in die Knie gezwungen / Du bist vor jedem stolzeren mir wert / Als  wär  mit dir ich einem Stamm entsprungen ! / Heiss brennt mich Scham, wenn das Triumphe braus / Dem Feinde Fall und Untergang  verkündet , / Wenn über der  Zerstörung tost Applaus / Undnwilder noch die Machtgier sich  entzündet / Weit lieber doch besiegt sein, als verführt / Von eitlem Glanz – und wenn auch am Verschmachten, / Und ob man gleich den Fuss in Nacken spürt / Den Sieger und das  Siegerglück verachten! ( Edwig Lachmann, Mit den Besikegten (  Dalla parte degli sconfitti )

Bibliografia:  in Der Sieger: Deutsche Gedichte www.gedichte.xbib.de/--  ;2024_74253_64424_69431_92993.....  ; traduzione italiana parziale in  Bollettino Archivio Pinelli n. 15 , 2000 p. 36:  " Lodate il corteo vittorioso degli eroi / ornateli con la corona della fama, deliziatevene ! / io invece prostrata nella polvere / voglio soffrire l'umiliazione con i vinti / Popolo poco stimato ! / Disdegnato, disprezzato, devastato, / e costretto in ginocchio, fino all'asservimento, / tu hai per me più valore di ogni uomo orgoglioso, / come se provenissi con te dalla stessa tribù [...]

Nel 1918   Edwig Lachmann    morì  di polmonite.  La figlia Brigitte si sposò con con il dottore  Peschkovsky ed ebbero due figli, Robert e Mike. Trasferitasi negli Stati Uniti ,  la famiglia cambiò il proprio congnome con quello di Nichols. Mike Nichols divenne  un famoso regista e produttore.
                                                                    
ERNST TOLLER

ERNST TOLLER (1893-1939)  Tenendo conto della sua notorietà per essere stato uno dei più grandi scrittori e drammaturghi espressionisti tedeschi, mi limiterò, in questo blog, a soffermarmi soltanto sulla sua esperienza rvoluzionaria in Baviera nel 1919.   Dopo l’ assassinio di Kurt Eisner , avvenuto il 21 febbraio 2019, fu fondata in Aprile la   (prima) Repubblica dei Consigli Operai di Baviera  e Toller, già noto tra gli operai da quando, a Monaco, aveva partecipato attivamente, nel dicembre 1918 al grande sciopero dei lavoratori delle fabbriche  di armi e di munizioni, fu eletto presidente del Comitato centrale affidandogli, pertanto il ruolo assai difficile di coordinatore esecutivo. Apertamente ostile a Toller e alla  Repubblica dei Consigli Operai fu, sin da subito,  il  Partito comunista (autoritario), che rifiutò di  partecipare a un governo, che, per l’ “oggettiva” arretratezza economica della Baviera e  per la presunta immaturità politica delle masse operaie, era accusato di  fare, consapevolmente o inconsapevolmente, il gioco della reazione. Circolava, tuttavia, al di fuori di quel partito , l’opinione , alquanto verosimile, che l’  astensione dal governo di quel partito era dovuto, in realtà,  al suo non volere spartire, in una posizione minoritaria, il potere con  altri . Altrettanto ostili  erano i social-democratici di destra che, pur  aderendo apparentemente alla Repubblica dei consigli , in realtà, tramavano per farla cadere intrecciando uno stretto legame  con il governo fantoccio di Bamberg capeggiato dal social-democratico Hoffmann. L’improvviso attacco armato delle truppe di Bamberg contro Monaco, il 13 aprile,  seppure fallito per l’ eroica resistenza ( ai combattimenti  partecipò anche Toller) opposta dal movimento operaio ,  destabilizzò, grazie all’ arresto di alcuni importanti membri del Comitato centrale, tra cui Erich Müsham, la  situazione politica di Monaco e  offrì ai comunisti l’occasione di prendere, nel caos creatosi,  unilateralmente il governo della città. (cfr. post LA REPUBBLICA DEI CONSIGLI OPERAI DI BAVIERA ). Anche se, dopo l’instaurazione della seconda Repubblica dei Consigli Operai, definita dai comunisti come quella “vera”, Ernst Toller decadde dalla carica di presidente del Comitato centrale, egli, tuttavia, continuò la lotta contro il governo di Hoffmann unendosi a un gruppo di soldati e operai che operava nella zona intorno a Dachau, caduta nelle mani delle guardie bianche. Grazie alla stima nei suoi confronti degli operai e dei soldati , che lo conoscevano, Erns Toller fu eletto, di comune accordo, comandante. Da Monaco il comando supremo , seppure controvoglia,  confermò quella carica e gli ordinò di bombardare  Dachau. Toller non obbedì a quest’ordine per non recare possibili danni collaterali alla popolazione civile innocente e lanciò un attacco, senza  l’appoggio dell’ artiglieria , liberando Dachau con il minor spargimento di sangue possibile. Furono presi 150 prigionieri  e numerose armi e munizioni dell’esercito nemico. Rifiutò, poi, l’ordine ricevuto di fucilare gli ufficiali prigionieri e per non emulare il comportamento dei bianchi, che uccidevano sistematicamente i prigionieri, lasciò liberi i soldati, che volevano tornare a casa loro, pur essendo consapevole che probabilmente alcuni di essi sarebbero tornati nuovamente a combattere nelle file nemiche.  Dopo la vittoria di Dachau, che aveva creato un certo disorientamento tra le file nemiche, Toller  propose di lanciare sul fronte di Dachau una offensiva capace di sbaragliare , almeno provvisoriamente il nemico, ma il comando supremo la respinse.  (cfr. post LA REPUBBLICA DEI CONSIGLI OPERAI DI BAVIERA ).  La tensione tra Toller e i dirigenti comunisti crebbe sempre di più e il 26 aprile a Monaco sorgeva, previa elezione da parte dei consigli di fabbrica,  un nuovo Comitato centrale , tra i cui membri vi era anche Toller. Questo Comitato non venne riconosciuto dai comunisti (autoritari) e pertanto a Monaco vi furono due governi consiliari, conflittuali tra di loro. Si continuò così sino a quando, il primo maggio 1919, le truppe nemiche invasero vittoriosamente Monaco , e dopo un’eroica, ma vana, resistenza da parte dei consiliari di ogni tendenza (ai combattimenti partecipò anche Toller) iniziò una spietata “caccia ai rossi”. Anche in quell’ occasione Toller manifestò generosità d’animo e coerenza con i propri principi umanitari liberando, al ginnasio Liutpold,  6  presunti controrivoluzionari, tenuti come ostaggi. Grazie anche a una generosa rete di amicizie, Toller   riuscì per vari giorni a sottrarsi alla cattura, ma fu infine arrestato e condannato a cinque anni di carcere da un tribunale speciale, dopo un processo, che suscitò un grande clamore anche all’estero. Una sentenza relativamente mite rispetto a quelle che erano state emesse dai tribunali speciali i primi giorni di repressione,  ma comunque  Toller, come dimostra il suo discorso tenuto in aula, non fece nulla per ingraziarsi, in alcun modo,  la benevolenza della  corte. (cfr. brano da commentare)

Brano da commentare: “ Signori giudici- dico- tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per ragioni precise, dopo ponderata meditazione e pretendo quindi che me ne sia riconosciuta l’intera responsabilità. Non sarei degno del nome di rivoluzionario, se dicessi che il mutamento violento di uno  stato di cose preesistente è per me qualcosa da escludersi a priori. Noi rivoluzionari sosteniamo il diritto alla rivoluzione quando ci siamo convinti che lo stato di cose, per le sue condizioni complessive, non è più sopportabile e che si è giunti ad una sua cristalizzazione: allora, diciamo, noi abbiamo il diritto di distruggerlo. “ Non pretenderete da che, date le mie convinzioni, io implori grazia da voi, da un tribunale speciale. Mi chiedo quale necessità spinga alla costituzione di tribunali speciali. Si crede forse che basti fucilare qualche capo o mandarlo in carcere per soffocare il gigantesco moto rivoluzionario dei lavoratori sfruttati di tuto il mondo? Come sottovalutate questo moto elementare! Come sopravvalutate noi capi!” “ La rivoluzione è simile a un tino dove batte il cuorepulsante di milioni di uomini che lavorano; e lo spirito rivoluzionario non sarà morto finché i cuori di questi uomini non avranno cessato di battere. “ Si vuole affermare che la rivoluzione non sia che un movimento del proletariato  per ottenere migliori salari e si tenta così di sminuirla. Signori giudici, se andrete tra i lavoratori, capirete perché questi uomini devono prima di ogni cosa alleviare le loro misere condizioni materiali. “ Ma in questi uomini ferve anche una profonda aspirazione alla libertà spirituale, un profondo desiderio di arte e di cultura. La lotta si è aperta, e non saranno le baionette né i tribunali speciali dei governi capitalisti coalizzati in tutto il mondo a potere averne ragione. “ Sono sicuro che il vostro verdetto vi sarà dettato da cognizione e  coscienza. Ma non potete negarmi, in base alle mie  convinzioni, di accoglierlo non come un verdetto di diritto, bensì come un verdetto di forza “ .  Mi condannano a cinque anni di carcere: il tribunale giudica che sono incorso nel reato di alto tradimento, ma con motivi onorevoli”. ( Ernst Toller, Una giovinezza in Germania 1933) pp. 205-206
Bibliografia: Ernst Toller, Una giovinezza in Germania , Einaudi 1972 pp.205-206

 Dopo l’ascesa al potere di Hitler Toller emigrò prima in Francia e poi negli Stati Uniti. Dal luglio al settembre 1938  andò in Spagna sia per assistere al Congresso Internazionale degli scrittori antifascisti a Valencia e sia per organizzare aiuti ai figli dei profughi. Tornato negli Stati Uniti si suicidò, colto da una forte depressione, il 22 maggio 1939.

Sebbene dalle testimonianze dell’epoca, tra cui quelle dello stesso Ernst Toller, Una giovinezza in Germania e  P. Werner/Paul Frhölich, La repubblica bavarese dei consigli operai ,  si è a conoscenza dell’alta partecipazione delle donne alla rivoluzione bavarese tra il 1918 e il 1919 e anche della feroce e particolarmente sadica repressione contro di loro durante la  caccia agli “spartachisti/e”. Sono riuscito, per non avere sinora trovato notizie e foto,  ad inserire , in questo post solo due di loro : SARA SONJA RABINOVITZ LERCH che di fatto pur assumendo un ruolo molto importante, durante la rivoluzione bavarese, iniziata nel novembre 1918, morì alcuni mesi prima della formazione della Repubblica dei consigli operai e   GERMAINE KRULL, oggi riconosciuta , a livello mondiale, tra i più grandi  fotografi/e del XX secolo.
                                                          
SONJA LERCH

SARA SONJA RABINOWITZ LERCH (1882- 1918) socialista e pacifista , figlia di un noto scrittore polacco di origine ebraica.. Tra il 1905 e il 1906 insegnò in alcune scuole di Varsavia e Odessa .  Fu attiva prima nell’ Unione Generale dei lavoratori ebrei della Lituania, Polonia, Russia (Bund) e poi, trasferitasi in Germania  nel Partito Socialista Democratico tedesco (SPD). Si laureò in Scienze economiche  nel 1908  e nel 1913 ottenne  un dottorato di ricerca  con una tesi  sulla storia del  movimento operaio russo sino alla rivoluzione del 1905. Nel 1912 sposò il professore universitario Eugen Lerch.   Durante la I guerra mondiale  si oppose radicalmente  all’ intervento bellico  tedesco  e insieme a  Kurt Eisner  ed altri fondò il Partito Socialista Indipendente  (USPD).  Partecipò attivamente al grande sciopero contro l’industria bellica  a Monaco e per le sue incitazioni alla lotta fu arrestata. (cfr. brano da commentare) Brano da commentare :  A questo fine lei ha subito invitato  Eisner ad una insurrezione di massa, ha parlato dell’unione tra il proletariato tedesco e quello russo e ha spiegato in particolare nella riunione del 31 gennaio 1918 a Wagner-Brau, che il concetto di libertà è stato finalmente compreso a Monaco e ha invitato a non riprendere il lavoro sino a che la libertà non fosse stata ottenuta. I suoi discorsi hanno anche avuto un effetto decisivo sui presenti nel senso di decidere di smettere di lavorare e di continuare l’insurrezione. Nell’interrogatorio del giudice lei ha negato di avere commesso tradimento: nell’ incitare a uno sciopero di massa non intravede alcun tradimento” (discorso di Sara Sonja Rabinowitz Lerch)

Bibliografia: in Sonja Lerch – Wikipedia  https://de.wikipedia.org › wikiSonja_Lerch ( traduzione italiana mia da verificare  )
 
Durante lo sciopero Sonja Sara Rabinowitz Lerch fu arrestata e accusata di tradimento. La sera prima dell’arresto Sonja si era confidata con Ernst Toller. :    Tra gli arrestati si trova la signora Sonja Lerch, moglie di un professore dell’ Università di Monaco. Suo marito l’ha ripudiata fin dal primo giorno dello sciopero; ma lei, che lo ama, non vuole lasciarlo. La notte precedente all’arresto è venuta da me, sconsolata, sconvolta: le ho offerto di passare la notte nella mia camera, l’ho messa in guardia  di ritornare alla casa del marito: : la polizia certamente l’avrebbe per prima cosa ricercata lì. Ma non ha voluto darmi ascolto – Voglio vederlo ancora una volta, una volta sola ,- ripeteva ininterrottamente, come una bambina che si aggrappi con tutte le forze ai cocci di una bambola rotta . Mi lasciò. Alle tre di notte giunse la polizia e la portò nella prigione di Stadelheim. Gridò giorno e notte: celle e corridoi echeggiavano delle sue grida, ai carcerieri e ai prigionieri si gelava il sangue. Il quarto giorno la trovarono morta; si era impiccata. ( Ernst Toller , Giovinezza in Germania (1933)

Bibliografia: Ernst Toller, Una giovinezza in Germania , Einaudi 1972 pp.205-206
                                                        
GERMAINE KRULL
 
GERMAINE  KRULL (1897-1985)  Nella mostra tenuta a Monaco “ Dichtung ist  Revolution in occasione della  Repubblica  bavarese dei consigli  (1918-1919) viene menzionata la fotografa Germaine Krull, di cui devo ammettere non sapevo nulla. (cfr. brano da commentare):

Brano da commentare: “ La fotografa Germaine Krull (1897-1918) appartenne  all’ Avanguardia del XX secolo. Ha imparato il mestiere a Monaco e alla fine della prima guerra mondiale ha aperto il suo laboratorio per mod. Fotografia  artistica “ in Hohenzollernstraße. A Schwabing entrò rapidamente in contatto con intellettuali, spiriti liberi e artisti della città . Politicamente molto impegnata conobbe Kurt Eisner e partecipò a cortei e manifestazioni di piazza per  la rivoluzione. Dopo che la Repubblica Sovietica fu schiacciata, cercò di aiutare due rivoluzionari a fuggire e fu arrestata ed espulsa dalla Baviera. “
 Bibliografia: https://www.literaturportal-bayern.de › literaturkalen...

Altre notizie, raccolte senza potere poi approndirle e accertarne la veridicità , trattano del suo graduale passaggio dal Partito social-democratico indipendente fondato da Kurt Eisner ed altri, tra cui Sara Sonja Rabinowitz Lerch,  al partito comunista  e a ciò probabilmente contribuì il suo matrimonio, di cui parlano alcune fonti,  (tra cui la versione francese di Wikipedia) con Tobias (Towia) Axelrod ( membro del Comitato d'azione dei consigli di fabbrica e dei consigli dei soldati di Monaco e membro consultivo della Commissione economica durante la (seconda) Repubblica dei Consigli ( 13-26 aprile 1919 ). Sembra poi  che la Krull nel 1920, espulsa dalla Baviera, dopo avere rischiato di essere condannata a morte  per le sue attivita rivoluzionarie si recò in Russia, ma che restò ben presto delusa dal bolscevismo. (cfr. versione inglese di Wikipedia )





 

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